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morning glory

La foto su Flickr

sveglia presto, colazione fuori e a piedi da San Babila all’ufficio passando per il Duomo: è stata una bella mattinata fresca e tersa, con poche persone in giro.

non avevo la macchina fotografica, peccato.

under the weather

La foto su Flickr

proprio oggi pensavo che da tempo non si sentiva un tuono da queste parti.
sono stata più che smentita dalla pioggia, subito dopo da un bel sole splendente tra le nuvole che scappavano via e poi da un temporale con grandine e pioggia battente.

marzo è tornato ad essere pazzerello.
a me piace quando piove: il verde è più brillante.

 
 
cerco tra le foto scattate al lago in questi ultimi anni e ne trovo pochissime che mi piacciano davvero.
per una motivazione o per l’altra non riesco mai a cogliere le cose belle di Arona, e dire che ci sono cresciuta.. o forse è proprio per questo motivo che non ci riesco?
diventare turista nella cittadina in cui sono cresciuta, ecco cosa devo fare.

cerco tra le foto scattate al lago in questi ultimi anni e ne trovo pochissime che mi piacciano davvero.

per una motivazione o per l’altra non riesco mai a cogliere le cose belle di Arona, e dire che ci sono cresciuta.. o forse è proprio per questo motivo che non ci riesco?

diventare turista nella cittadina in cui sono cresciuta, ecco cosa devo fare.

Finding beauty in every little blu wave and every color

Finding beauty in every little blu wave and every color

L’ho comprato e per anni l’ho guardato con timore, l’ho spesso sfogliato quasi distrattamente pensando “devo iniziare”.
Poi all’improvviso, all’inizio di quest’anno, mi sono decisa e ho comprato l’occorrente. Saltato il primo capitolo (che avevo già letto), sono andata al sodo: un autoritratto, un ritratto a memoria e la mia mano.
Sto parlando del libro “Disegnare con la parte destra del cervello” di Betty Edwards e quelli elencati sopra sono i primissimi compiti richiesti: anche se non sembra sono molto impegnativi, soprattutto per chi come me non è abituato a disegnare, e servono a misurare le capacità artistiche per poi fare il confronto con quanto imparato alla fine del corso.
Il libro illustra una serie di esercizi che aiutano a sbloccare la parte del nostro cervello che ci fa mettere su carta esattamente quello che i nostri occhi vedono - o immaginano - senza chiamare in causa i simboli e gli schemi che ci portiamo dietro dall’infanzia.
Di fatto non ho mai superato la fase in cui quello che disegno non mi soddisfa minimamente e non ho mai avuto gli input corretti per migliorare e continuare: di fatto uso costantemente Photoshop ma ho poche e deboli basi nel disegno “analogico”.
Ne ho sempre sofferto e di certo in qualche modo anche il mio lavoro ne ha risentito, così ora che ne ho la possibilità ricomincio da quello che non ho mai imparato bene.
Never stop learning.

L’ho comprato e per anni l’ho guardato con timore, l’ho spesso sfogliato quasi distrattamente pensando “devo iniziare”.

Poi all’improvviso, all’inizio di quest’anno, mi sono decisa e ho comprato l’occorrente. Saltato il primo capitolo (che avevo già letto), sono andata al sodo: un autoritratto, un ritratto a memoria e la mia mano.

Sto parlando del libro “Disegnare con la parte destra del cervello” di Betty Edwards e quelli elencati sopra sono i primissimi compiti richiesti: anche se non sembra sono molto impegnativi, soprattutto per chi come me non è abituato a disegnare, e servono a misurare le capacità artistiche per poi fare il confronto con quanto imparato alla fine del corso.

Il libro illustra una serie di esercizi che aiutano a sbloccare la parte del nostro cervello che ci fa mettere su carta esattamente quello che i nostri occhi vedono - o immaginano - senza chiamare in causa i simboli e gli schemi che ci portiamo dietro dall’infanzia.

Di fatto non ho mai superato la fase in cui quello che disegno non mi soddisfa minimamente e non ho mai avuto gli input corretti per migliorare e continuare: di fatto uso costantemente Photoshop ma ho poche e deboli basi nel disegno “analogico”.

Ne ho sempre sofferto e di certo in qualche modo anche il mio lavoro ne ha risentito, così ora che ne ho la possibilità ricomincio da quello che non ho mai imparato bene.

Never stop learning.

Because the world is round it turns me on Because the world is round… Because the wind is high it blows my mind Because the wind is high… Love is all, love is new Love is all, love is you Because the sky is blue, it makes me cry Because the sky is blue…
Because, The Beatles

Because the world is round it turns me on
Because the world is round…
Because the wind is high it blows my mind
Because the wind is high…
Love is all, love is new
Love is all, love is you
Because the sky is blue, it makes me cry
Because the sky is blue…

Because, The Beatles

they pass/they slip away/across the universe.

they pass/
they slip away/
across the universe.

lost in Lost

spero solo che questa sera non salti fuori che Sayid è stato “infettato” dallo spiritello di Beetlejuice..

online o non online?

Ho passato anni a regalare insulti al social network più famoso e utilizzato al mondo ma qualche giorno fa ho aperto il mio account su Facebook.

Una persona molto brava ed esperta di comunicazione sul web, ha spiegato l’uso che fa del suo account e mi ha convinta, complice la mia curiosità. Il risultato è che ho trovato un mondo tramite il quale seguire diverse cose che mi interessano per lavoro (e non) e le persone che sento raramente. Il trucco sta nel collegarsi solo a chi si conosce di persona e tutelarsi con le opzioni di privacy.

Il massimo poi è che si può tenere la bacheca aggiornata senza per forza passare dalle pesanti pagine di Facebook: io lo faccio spesso tramite Twitter, il sistema di microblogging molto comodo e utilizzato con il plus di essere poco invadente.

In questo mio ritorno sul web anche c’è questo blog - da anni non ne avevo uno mio - creato su Tumblr, una piattaforma leggera che consente di creare blog sia utilizzando i temi già esistenti che personalizzando del tutto grafica e hmtl.

C’è anche da dire che una persona che lavora su e per il web è poco credibile se non è presente personalmente e non prova quello che c’è a disposizione. Da qui il dilemma tra l’essere online oppure offline.

Ha vinto l’online, anche se il mio social network preferito resta Flickr.