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L’ho comprato e per anni l’ho guardato con timore, l’ho spesso sfogliato quasi distrattamente pensando “devo iniziare”.
Poi all’improvviso, all’inizio di quest’anno, mi sono decisa e ho comprato l’occorrente. Saltato il primo capitolo (che avevo già letto), sono andata al sodo: un autoritratto, un ritratto a memoria e la mia mano.
Sto parlando del libro “Disegnare con la parte destra del cervello” di Betty Edwards e quelli elencati sopra sono i primissimi compiti richiesti: anche se non sembra sono molto impegnativi, soprattutto per chi come me non è abituato a disegnare, e servono a misurare le capacità artistiche per poi fare il confronto con quanto imparato alla fine del corso.
Il libro illustra una serie di esercizi che aiutano a sbloccare la parte del nostro cervello che ci fa mettere su carta esattamente quello che i nostri occhi vedono - o immaginano - senza chiamare in causa i simboli e gli schemi che ci portiamo dietro dall’infanzia.
Di fatto non ho mai superato la fase in cui quello che disegno non mi soddisfa minimamente e non ho mai avuto gli input corretti per migliorare e continuare: di fatto uso costantemente Photoshop ma ho poche e deboli basi nel disegno “analogico”.
Ne ho sempre sofferto e di certo in qualche modo anche il mio lavoro ne ha risentito, così ora che ne ho la possibilità ricomincio da quello che non ho mai imparato bene.
Never stop learning.

L’ho comprato e per anni l’ho guardato con timore, l’ho spesso sfogliato quasi distrattamente pensando “devo iniziare”.

Poi all’improvviso, all’inizio di quest’anno, mi sono decisa e ho comprato l’occorrente. Saltato il primo capitolo (che avevo già letto), sono andata al sodo: un autoritratto, un ritratto a memoria e la mia mano.

Sto parlando del libro “Disegnare con la parte destra del cervello” di Betty Edwards e quelli elencati sopra sono i primissimi compiti richiesti: anche se non sembra sono molto impegnativi, soprattutto per chi come me non è abituato a disegnare, e servono a misurare le capacità artistiche per poi fare il confronto con quanto imparato alla fine del corso.

Il libro illustra una serie di esercizi che aiutano a sbloccare la parte del nostro cervello che ci fa mettere su carta esattamente quello che i nostri occhi vedono - o immaginano - senza chiamare in causa i simboli e gli schemi che ci portiamo dietro dall’infanzia.

Di fatto non ho mai superato la fase in cui quello che disegno non mi soddisfa minimamente e non ho mai avuto gli input corretti per migliorare e continuare: di fatto uso costantemente Photoshop ma ho poche e deboli basi nel disegno “analogico”.

Ne ho sempre sofferto e di certo in qualche modo anche il mio lavoro ne ha risentito, così ora che ne ho la possibilità ricomincio da quello che non ho mai imparato bene.

Never stop learning.